Viviamo veramente più a lungo?

Non siamo nati per andare dal medico ma per essere sani e sentirci bene il più a lungo possibile. La parola Dieta significa l’insieme degli alimenti che gli uomini e gli animali usano per nutrirsi. E’ importante partire dal significato di questa semplice parola perchè secondo me questo termine ha perduto di significato con l’avvento dei venditori di schifezze e con la frammentazione delle offerte medicali. Infatti i grandi del passato parlavano di uomini ed animali in quanto la dieta è un valore Universale e non un dogma umano. Questo concetto è fondamentale per addentrarsi nel campo più bistrattato di tutti che sono appunto le diete e che tratteremo in altri articoli, dove parleremo di come nutrirsi per strare bene ed in forma. Vedete che la parola è al plurale perchè con il tempo invece che concentrarsi per lavorare su una dieta che fosse la dieta utile all’uomo per vivere in salute, una via chiara da seguire, ci si è adoperati per creare confusione in modo da vendere ognuno la dieta migliore di un altro, ma senza mai centrare il bersaglio, che non interessa veramente a nessuno. Quella che in questi anni viene chiamata dieta vegana, igienista e con grande ed ignorante convinzione viene bollata come qualcosa di nuovo, nasce con Pitagora 600 anni prima di Cristo e si conferma qualche anno dopo ad Atene con l’era di Pericle, dove troviamo personaggi del calibro di Socrate, Platone ed Aristotele, tutti vegetariani e tutti tributari del grande maestro Pitagora. Il grande Pitagora stravolge il pensiero dominante del tempo fatto di occultismo e fantasmi , che facevano molto comodo alla Curia Romana , per introdurre la praticità del vivere sano e naturale, la buona educazione e le buone maniere verso se stessi e verso tutti gli altri esseri viventi. Seguendo le parole di Pitagora la Roma antica visse 5, 6 secoli di salute e benessere dove il medico veniva lasciato ai bordi della città, figura non necessaria in un contesto di cultura della salute dove il cavolo, le verdure crude e la frutta lasciavano lindi gli intestini dei romani ed in perfetta salute. Quando sentite dire che l’aspettativa di vita si è enormemente allungata e adesso si vive molto più a lungo mentre prima si moriva presto, questa affermazione può essere vera solo in ambito di emergenza, durante la nascita o per incidente , ma è falsa come una patacca. Il dato infatti è falsato dai nostri nonni, che erano ancora forti e si sono cibati, nella loro infanzia , di cibi poveri e sani, cosa che non capita più adesso, visto che ci si diventa obesi fin da bambino e le gravi patologie si incominciano a vedere già dalla tenera età , visto che i genitori sono ormai spesso dei perfetti ignoranti influenzate dalla pubblicità della televisione e attratti dalle schifezze che trovano sugli scaffali del supermercato, che viene scambiato per cibo.

A tal proposito vi do alcuni dati che dimostrano come molti anni fa fosse possibile vivere a lungo:

più di 2500 anni fa Pitagora visse circa 80 anni, Platone e Socrate vissero fino a 71 anni, Sofocle visse 90 anni, Marco Porcio Catone visse per 86 anni, Epicuro visse 73 anni, Zenone di Cizico fino a 72 anni , Talete di Mileto visse fino a 80 anni , fondatore della scuola di Mileto e via dicendo. Non mi sembrano numeri pessimi, tutti questi anni inoltre ,dobbiamo tenere conto , venivano fatti in condizioni igieniche precarie, certamente non paragonabili al presente, senza medicine come le intendiamo noi adesso, senza analisi, check up, code in ospedale, e parliamo di più di 2000 anni fa.

 

Mio padre, nato e vissuto in questa nostra era , per farvi un esempio, morì a 68 anni dopo aver superato un mieloma multiplo di tipo non secernente, contratto dieci anni prima, che è un cancro al midollo terribile, tra i più temuti, fu l’unico sopravvisuto in tutto il reparto oncologico, ed erano veramente tanti, i suoi vicini malati dello stesso male morirono tutti nel giro di giorni o pochi mesi. Il medico ci disse che al massimo avrebbe vissuto 3-4 mesi se tutto fosse “andato bene” . Gli fecero di tutto e nonostante tutto il veleno che gli somministrarono resistì e visse ancora per 10 anni, alla faccia della previsione del luminare. Lo fermò soltanto un infarto terribile che gli spaccò il cuore in una frazione di secondo, infarto portato proprio dalla chemioterapia e da tutti i veleni che gli furono somministrati. A proposito delle gravissime controindicazioni della chemioterapia c’è proprio l’arrivo dell’infarto come ultima condanna , infatti quel miscuglio di veleni porta proprio all’indebolimento e alla riduzione dello spessore delle pareti del cuore. Il suo cuore si spaccò come se fosse ormai diventato un palloncino di plastica forato da un ago. Dopo e durante la chemio gli fecero dei veri e propri esperimenti, il suo caso volò persino in U.S.A perchè non si era mai vista una resistenza del genere, e quindi volevano studiare come era possibile, non avevano mai avuto a che fare con uno che aveva così tanta voglia di vivere, questa è la verità. Lui visse più a lungo , nonostante tutto, perchè aveva una dannata voglia di vivere, non accettava nè di essere malato nè di dover morire. Appena aveva le forze rifaceva le stesse cose che avrebbe fatto prima, non si sentiva malato e non gli fregava nulla se gli dicevano che doveva riguardarsi, lui faceva come prima e questo lo aiutò molto, così come la sua forza di volontà che non indietreggiava mai. Capite che quando ti diagnosticano un tumore il medico ti dice tu-more (tu muori) , ce lo dice già lui, ci avverte già di quello che ci capiterà se lo seguiremo nel suo iter malefico di veleni e siringate. Le parole e il significato non sono suoni a caso ma hanno realmente un significato che è intrinseco alla parola stessa , ma non ci facciamo più caso e vi spiego anche perchè non ci facciamo più caso…

Pensate alla mente (il cervello) , la mente mente (non dice la verità) , vedete cosa significa quella massa grigia che abbiamo dietro agli occhi? Questo perchè il nostro cervello è un pò come un computer, analizza e cataloga tutto ciò che ci accade e ci avvolge, una volta che rivede o rivive la stessa situazione già vissuta ci fa reagire, va a prendere quel tipo di situazione, la cataloga e ci invia dei segnali che ci fanno rifare le stesse azioni e ci fanno muovere i muscoli in maniera già provata e collaudata migliaia di volte…provate a pensare a quando fate retromarcia con l’auto, le prime volte dovevate pensare a tutta una serie di movimenti da eseguire , dopo mesi e anni di retromarce, il tutto avviene in maniera automatica e non dobbiamo più pensare a tutta la serie di movimenti idonei per compiere la retromarcia. La stessa cosa avviene per cambiare la marcia, le prime volte dovevamo coordinare il rilascio dell’accelleratore con la pressione sul pedale della frizione e poi il movimento del braccio per ingranare la marcia giusta,  dopo anni di guida invece, tutto avviene in maniera automatica e mentre eseguiamo questa operazione, ormai in automatico, possiamo tranquillamente pensare ad altro. Questa caratteristica del cervello, la mente, è molto comoda ma fallace , tremendamente fallace. Ad ogni situazione già vissuta la mente ci ridà la stessa reazione di sempre, la più collaudata , e noi non ci rendiamo conto che è una fregatura pazzesca. Infatti questo automatismo è il maggiore responsabile delle nostre abitudini , virtuose o negative, è la bestia che ci tiene inchiodati nelle nostre solite abitudini, nei nostri stili di vita, nelle nostre emozioni che così facendo non riusciamo mai a cambiare o comunque risultano molto difficili e resistenti al cambiamento. Per questo che la mente mente…per tenerci al sicuro, non vuole che andiamo a sondare nuove prospettive , nuove visioni, nuove esperienze cognitive-emozionali, nuove abitudini, magari più virtuose e utili per noi. Quindi non dobbiamo essere troppo affezionati alla nostra mente perchè in definitiva è sì un luogo che crediamo sicuro ma è anche il nostro più grande limite, IL NOSTRO AVVERSARIO. La differenza tra una persona che fa esperienze ed una che ripete sempre le stesse cose, lo stesso loop, è proprio dovuta a lei, a quanto potere ha su di noi, o per meglio dire, a quanto potere siamo arrivati a concedergli. E’ così per tutte le manifestazioni del vivere, che siano le nostre credenze, le nostre fisime, le nostre più profonde convinzioni, che spesso pensiamo siano profonde ma poi scopriamo che erano solo abitudini decennali che non riuscivamo a superare. 

Non dobbiamo essere troppo affezionati alla nostra mente perchè in definitiva è sì un luogo che crediamo sicuro ma è anche il nostro più grande limite, IL NOSTRO AVVERSARIO.

Vi dico questo perchè cambiare ad esempio il modo con cui intendiamo il cibo è una delle cose più dure e complicate da compiere. Siamo troppo abituati al cibo con cui ci nutriamo da anni, per metterlo in discussione, diamo importanza al gusto e alla bontà in senso ampio e non nel senso che invece dovremo imparare a dargli, e cioè il cibo e tanto più buono quanto esso ci fa bene e ci da dei vantaggi concreti. Imparare a giudicare il cibo dal lato nutrizionale/salutare è una svolta di paradigma enorme che ti da la forza di cambiare alimentazione e di conseguenza anche tanti altri aspetti, come possono essere certe fisse, certe abitudini o per esempio il rapporto con l’ignoto. Comprendere che la mente mente ci dà più prospettive a disposizione e se ci esercitiamo nello scacciare la vocina che ci parla e ci dice sempre la stessa cosa che siamo abituati a sentire ci ritroveremo una prateria di fronte e non la solita recinzione ben verniciata.

Leggevo proprio pochi giorni fa un libro bestseller di un’oncologa famosa che parlava proprio del cibo come medicina, come unica cura per prevenire le più terribili malattie e come abbiamo perso la cultura del mangiare…sono anni che senza rendermene conto seguo questa filosofia e professo queste cose a chi mi sta intorno, spesso rendendomi ridicolo e fa un pò pena leggere solo adesso queste cose presentate come fossero scoperte sensazionali , quando Pitagora , 600 anni fa le diceva meglio e con più cognizione di causa e anche coinvolgendo la sfera emotiva dando dei significati etici a tutto ciò, non solo dal lato alimentare ma anche comportamentale , per dare più qualità ai rapporti interpersonali e alla nostra materia grigia. Dopo 2500 anni dobbiamo leggere di questi oncologi che escono fuori da anni di inutili letture nelle loro università tornare a ciò che umili pensatori già dicevano senza enfasi e con grande esempio concreto. Quando sento parlare di evoluzione, di progresso mi cadono letteralmemnte i coglioni a terra, e scusate per la franchezza. Quello a cui stiamo assistendo è una continua e protratta ed inarrestabile presa per i fondelli , una lenta ed inesorabile avanzata di un gruppo di potere a cui interessa solo il controllo della società ed il suo assogettamento.

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