Glutine, come mangiarne meno per sentirsi meglio

La parola glutine significa gluten -ĭnis = colla , si capisce subito che c’è qualcosa di sospetto. Il nome colla non è certamente l’ideale per il nostro intestino, in quanto sappiamo che i villi intestinali devono poter esercitare la loro azione su tutta la superficie presente. Il glutine invece ha un comportamento negativo per noi perchè può giungere fino all’intestino tenue, senza essere stato digerito e trasformato (aminoacidi e zuccheri) in maniera completa, in quella zona non dovrebbero giungere alimenti non trasformati, e quindi si innesca un processo di stimolazione delle risposte immunologiche, facilitando la comparsa di infiammazioni, dovuta alla battaglia immunitaria per la presenza del cibo. 

L'importanza delle nostre difese

Ma andiamo con ordine, l’alimentazione moderna insieme ai cibi industriali hanno introdotto il glutine ovunque, per comodità e facilità di lavorazione, per mille motivi, ed anche ovviamente per motivi economici. Questo ha portato le persone, inconsapevolmente e senza preavvisi, ad assumere più glutine e questo a qualcuno più sensibile ha provocato seri problemi da subito, c’è chi infatti chi ha sviluppato subito la celiachia (intolleranza permanente al glutine) ma dai non aggiornati studi già si parlava del 20& della popolazione, ma gli ultimi studi stimano in 1/3 della popolazione apparentemente sana che soffre di Gluten sensitivity non celiaca (NCGS). Questo vuol dire che larga parte della popolazione soffre di colon irritato ed ha una situazione immunitaria non perfetta , in quanto sappiamo che l’irritazione non è certamente amica di un microbiota intestinale in salute. E’ quindi tutto connesso ed il glutine non aiuta certo allo scopo. Anzi, è stato provato che le infiammazioni gastrointestinali possano influire anche con il cervello e provocare problemi neurologici, vedi Alzheimer, attacchi epilettici, emicranie croniche, ictus ischemici ed anche la Sla. Ovviamente parliamo di assunzioni ed intolleranze importanti, ma non sottovalutiamo anche quei malditesta che tornano spesso, molti malanni arrivano proprio da una dieta incentrata su un’alimentazione troppo industriale, fatta di snack, prodotti da forno, insaccati e salumi.

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Non esageriamo con il glutine, non fa bene

Il glutine, se assunto in quantità elevate, va letteralmente ad “asfaltare” e a formare uno strato colloso proprio dove si trova il microbiota che può così andare in disbiosi, non lavorando più bene, e questo può causare seri problemi . Dobbiamo sempre tenere presente che la nostra salute si trova quasi tutta nell’intestino. Il glutine in grande quantità può causare la modifica della permeabilità della membrana intestinale, favorendo anche il passaggio di questa proteina oltre la barriera ematoencefalica.  Questo significa che sostanze tossiche potrebbero giungere a livello neurologico e qui si spiegano i 5 milioni di malati di Alzheimer negli U.S.A. Importanti studiosi di questa materia parlano di una vera e propria “epidemia”, in quanto i livelli di consumo di questa proteina sono notevolmente aumentati durante gli ultimi anni e i danni si stanno palesando. Molte patologie croniche, che sfuggono ad un’attenta lettura, possono giungere proprio dal glutine e dalla sua eccessiva assunzione. 

L'importanza della masticazione

Non dimentichiamoci poi l’importanza della masticazione, soprattutto per incominciare a sminuzzare il glutine ed impastarlo, la prima digestione che possiamo fare , è molto importante masticare bene perchè con la masticazione attiviamo degli enzimi che vanno in aiuto alla seguente digestione in maniera importante e da non sottovalutare, quidi prima cosa masticare bene. E poi, per non sbagliarsi, ridurre l’assunzione di glutine, cercando quindi di prediligere alimenti privi di glutine o con poche quantità, come la pasta di farro per esempio, che ne contiene molto meno di quella tradizionale, come il mais e il riso, che non ne contengono affatto, così come il miglio, le patate, il sesamo, la soia (non la salsa che invece la contiene) , le castagne, la quinoa, tutti senza glutine. Possiamo imparare ad utilizzare anche altri tipi di farina , ed utilizzare il meno possibile la farina 0 e la Manitoba ma iniziare a cucinare con farine provenienti da ceci, chia, noci, lupini, piselli, fagioli, mandorle, castagne, fave, riso, grano saraceno, teff (cereale privo di glutine originario dell’Etiopia e dell’Eritrea, dove viene sfruttato sin dall’antichità per le sue proprietà benefiche e virtù curative) .

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